«Solo Dio sa come mi sento. Adesso vado a dormire. Se dovessi morire prima di svegliarmi, prego il Signore perché prenda la mia anima».

Il tema del sacrificio riletto attraverso Hercules, la “Bibbia di Bob Dylan”, l’intervista a Renato Zero sulla fede. È stato un mese ricco di spunti e riflessioni, quello appena trascorso, nella ricerca della cosiddetta “teologia pop”, alla ricerca di elementi della dimensione religiosa nei prodotti della cultura contemporanea (dalle canzoni ai telefilm).

«Ehi, facciamo lo spoiler?». Una battuta fulminante quella di Giovanni, un ragazzo al quale, pochi istanti prima dell’inizio della messa di Natale, cadde l’occhio su un libretto dei canti aperto sull’ “Alleluia pasquale”.

Parlano della Pasqua facendo sorridere e riflettere. Cosa pensate di queste vignette?     (come, non conoscete “Gioba”, ossia don Giovanni Berti? Ne ho parlato qui: DON GIOVANNI BERTI, TRA VANGELO E VIGNETTE)       pinterest    

Avevo già scritto la mia breve recensione all’ultima canzone di Valerio Scanu, «Ed io», quando quella strofa continuava a ronzarmi in testa. Non mi piacciono le “cacce al plagio”: le note sono sette e qualche somiglianza tra più brani si può sempre trovare. Eppure vi invito, se volete, ad confrontare le strofe della canzone di…

«Chiedo a tutti di lottare con più decisione contro il degrado e la trascuratezza, impegnandoci in una artigianale cultura della cura, fatta di “una somma di piccole cose”».

Anche “un momento di gioco a scuola” può richiamare “alti concetti teologici”. Scherza Valentina Brachi, insegnante di religione di Prato,

«Ma tu ami più Dio o i tuoi figli?». È una domanda politicamente scorretta quella rivolta da Vittoria, 8 anni e un futuro da reporter d’assalto, al suo maestro di religione.

Sono sempre stato un piccolo guastatore di presepi. Mia nonna lo sa: ogni tanto si ritrova con un pastore a cavalcioni sul bue («nonna, stavano solo giocando»), una pecorella smarrita («è un riferimento alla famosa parabola») o uno dei re magi più lontano degli altri («non gli è suonata la sveglia»). È un piccolo gioco…

Il fumettista Zerocalcare in una sua tavola centra in pieno una della debolezze del modo in cui oggi molti credenti vivono la loro fede: pensano a Dio

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