«SIAMO FATTI PER AMARE», PERCHÉ A IMMAGINE DI DIO

«Dio è amore». Lo dice Giovanni, nella sua prima lettera (1 Gv 4, 8), e io gli credo. Così come penso che l’umanità sia a immagine e somiglianza di Dio (e molte persone che ho attorno alimentano questa mia convinzione). La conseguenza non può che essere una sola: ossia che siamo fatti per amare. Come canta Nek, in una splendida canzone portata a Sanremo nel 2015. «Siamo fatti per amare, nonostante noi», e qui viene in mente San Paolo che mostra la sua crisi di uomo incapace di seguire la legge dell’amore: «Io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio» (Rm 7, 19). Nonostante noi, però, siamo fatti per amare. Non mi stupisce, dunque, di aver sentito questa canzone citata in parrocchia, da don Cristian, commentando un passo del vangelo di Giovanni: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici» (Gv 15, 13). Amici: ma come? Gesù non ha detto: «Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano» (Lc 6, 27)? E non è stato proprio lui a chiamare “amico” Giuda, colui che lo aveva tradito?
Il vangelo di Giovanni gioca allora al ribasso? Certo che no. Per don Cristian un punto di contatto è il seguente: colui che segue Cristo non ha un amore più grande della vita data per i propri amici perché di nemici… non ne ha! Siamo fatti per amare, non per avere nemici.
«Ma allora – mi ha detto Andrea, 9 anni! – chi non ama è come se non fosse proprio un vero uomo!». Francamente, non avrei saputo dirlo meglio.

 

«L’amore è quella cosa che è come avere della colla addosso e non ti stacchi più dalla persona che ami». (Sam, 9 anni)

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