(da bibbiagiovane.it) «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». Come va avanti la storia la sappiamo: gli scribi e i farisei se ne vanno, e Gesù si rivolge alla donna adultera: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Ma restiamo a quel momento: chi è senza peccato scagli la prima pietra. Dio Santo, che rischio! Funzionerebbe anche oggi, quella frase? Come fa Gesù, davanti a quegli uomini, ad avere la certezza che nessuno di loro si consideri davvero perfetto? Forse qualcuno c’è. Qualcuno che però è consapevole che, gettando la pietra – e autodichiarandosi quindi «senza peccato» – verrebbe a sua volta giudicato con lo stesso metro di giudizio. Non da Gesù, ma dai suoi compagni giustizieri.

Scribi e farisei scoprono la loro identità – quella di peccatori a loro volta – grazie a Gesù. Attraverso non una frase di condanna, ma un semplice invito alla riflessione: «Chi di voi è senza peccato…». Fino ad allora, non sanno chi sono. O, quantomeno, non ci pensano. Sono «perfetti sconosciuti». Come il titolo del film – bellissimo – di Paolo Genovese. A cena, alcuni vecchi amici si accordano per far rivelare a tutti i messaggi e le telefonate che riceveranno nel corso della serata. Parte come un gioco, poi si arriva alla messa in piazza di segreti che, volta per volta, verranno fuori, alimentando scontri e tensioni.

A un certo punto, Rocco trova un momento per parlare con Eva, sua moglie. Lui è in analisi, e prima della cena nessuno – neppure lei – lo sapeva. «Funziona?», chiede lei. «Me lo devi dire tu», ribatte lui, prima del dialogo che segue:

 

– Una cosa importante l’ho imparata
– Cosa?
– Saper disinnescare
– Cioè?
– Non trasformare ogni discussione in una lotta di supremazia. Non credo che sia debole chi è disposto a cedere, anzi, è pure saggio. Le uniche coppie che vedo durare sono quelle dove uno dei due, non importa chi, riesce a fare un passo indietro. E invece sta un passo avanti.

Davanti all’adultera, i deboli erano quelli con le pietre in mano.

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Lorenzo Galliani

Lorenzo Galliani (Bologna, 1985), giornalista, collabora con “Avvenire”. Sul settimanale “Verona Fedele” cura da quattro anni la rubrica “Il Calciastorie”. Laureato in Scienze Politiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha concluso il percorso di studi all’Istituto superiore di Scienze religiose di Bologna. L'ultimo suo libro è «Hai un momento, Dio? Ligabue tra rock e cielo», edito da Àncora, con la prefazione dell'arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi.

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