Nonno Pietro, il papà di mio papà, mi manca. Ed è tutto sommato strano, visto che non l’ho mai conosciuto. Morì alcuni anni prima che io nascessi, e non è riuscito neppure a vedere mio fratello, che oltre al cognome ha ereditato il suo nome. Del nonno Pietro non so molto: ogni tanto metto insieme i pezzi delle storie – quasi sempre le stesse – raccontate dai miei zii alle cene di famiglia. So che ha fatto un milione di lavori, dall’agricoltore al custode di cimiteri, ed era un uomo di campagna, ruvido ma buono. Il resto posso solo immaginarlo, avendo però in mente quella sua foto appesa in cucina, nella quale tiene in braccio mia cugina Silvia.
Anche di Gioacchino e Anna, i nonni di Gesù, sappiamo poco, pochissimo, e non dai vangeli. Ci sono simpatici a pelle, se non altro perché hanno avuto una figlia – Maria – e un nipotino particolari. Umberto Folena, che conosco, stimo e ammiro, ha raccolto le tracce dei documenti antichi (il Protovangelo di Giacomo su tutti) aggiungendo qualche volo delicato, e dichiarato, di immaginazione. Nasce così «Anche Gesù aveva i nonni», edito da Àncora. Trenta pagine (a 3 euro) che scivolano lievi. Restituendoci qualcosa di quei nonni che, almeno un po’, sono anche i nostri.

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Lorenzo Galliani

Lorenzo Galliani (Bologna, 1985), giornalista, collabora con “Avvenire”. Sul settimanale “Verona Fedele” cura da quattro anni la rubrica “Il Calciastorie”. Laureato in Scienze Politiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha concluso il percorso di studi all’Istituto superiore di Scienze religiose di Bologna. L'ultimo suo libro è «Hai un momento, Dio? Ligabue tra rock e cielo», edito da Àncora, con la prefazione dell'arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi.

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