Il Bataclàn, gli attentati a Londra, a Nizza, in un’Europa che si vanta di non conoscere la guerra da oltre 70 anni. Bene – benissimo! – cantare la pace, ma non è vero (con buona pace per i vincitori del Festival di Sanremo, Ermal Meta e Fabrizio Moro) che questi atti di terrorismo non ci hanno fatto niente.

– Centinaia di famiglie piangono i loro morti
– Non abbiamo imparato a conoscere di più (è un piccolissimo episodio, ma una politica che si candida al governo del nostro Paese ha parlato di “arabi” e “musulmani” come se fossero sinonimi)
– Non abbiamo imparato ad amare di più: i morti vengono usati come strumento di propaganda e c’è chi spara a zero sugli immigrati per raccattare voti (ed evidentemente la tattica funziona).

Forse sono io il pessimista di turno, o forse – come temo – ci vede bene la mia amica Chiara Giovanna Bernardi (eccellente insegnante) quando scrive, riferendosi alla canzone vincitrice del Festival: «Perché non hanno provato a dire che Hitler non ha fatto niente? Perché nessuno si permetterebbe di dire una cosa del genere quando ci sono tanti giovani che non hanno i nonni perché un mostro glieli ha rinchiusi e torturati in un lager. Non è vero che il male non fa niente: il male fa male, eccome”. Fa così male, conclude Chiara, “che in tanti si crede che l’unica risposta sia Qualcuno che lo vinca”.

 

AGGIORNAMENTO

Un amico mi fa notare, giustamente, che il testo della canzone si rifà a una lettera scritta dal marito di una vittima del Bataclàn, che si concluderebbe proprio con “Non mi avete fatto niente”. Corretta osservazione – e avrei dovuto citare quella lettera nell’articolo – ma al tempo stesso, come si può notare, nella lettera l’espressione “Non mi avete fatto niente” non c’è. Anzi, dice: “Sono devastato dal dolore” ma, conclude rivolgendosi ai terroristi, “non avrete il mio odio”.

Qui il video della canzone

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Lorenzo Galliani

Lorenzo Galliani (Bologna, 1985), giornalista, collabora con “Avvenire”. Sul settimanale “Verona Fedele” cura la rubrica “Il Calciastorie”. Laureato in Scienze Politiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, studia all’Istituto superiore di Scienze religiose di Bologna. Nel febbraio 2017 ha concluso il percorso triennale discutendo la tesi “Hai un momento, Dio? Il rock di Luciano Ligabue in dialogo con il cielo”.

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