«Dio ha iniziato a seguirti». Quando ho ricevuto questo messaggio, lì per lì ho sudato freddo. Se da lassù mi pedinano e vedono quanti disastri posso combinare, beh, sono finito (un dio distratto, a volte, è quasi rassicurante). Allo stesso tempo, e alla faccia delle contraddizioni, quell’avviso mi ha fatto star bene: se Dio mi segue è perché si preoccupa per me. Non è una spia, ma un amico.
Tranquilli: in tutto questo ero ben consapevole che il messaggio «Dio ha iniziato a seguirti» non fosse altro che una notifica di Twitter. Dietro l’account @Dio non c’è il Padreterno, ma una persona in carne ed ossa che si serve di quel profilo per scrivere tweet ironici e sarcastici. È diventato un mio follower, come io lo sono di lui. Io e @Dio ci seguiamo a vicenda.
La cosa mi ha dato da pensare. Non molto, ma quanto basta per scrivere questo post. Anzitutto sulla sensazione di essere seguito da Dio – quello vero, eh! – e non da pochi giorni ma da sempre, anche prima che io nascessi. Mi sono poi chiesto: ma Nostro Signore che computer usa? Non lo so, però mi sono fatto l’idea che due tipi di pulsanti li usa sempre: quelli che hanno a che fare con «creazione» (da Genesi 1) e con il «salvare». Creare, salvare, creare, salvare. Bisogna dargli merito: lo sa fare piuttosto bene.

 

Nel computer di Dio:

Crea…

….e salva!
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Lorenzo Galliani

Lorenzo Galliani (Bologna, 1985), giornalista, collabora con “Avvenire”. Sul settimanale “Verona Fedele” cura la rubrica “Il Calciastorie”. Laureato in Scienze Politiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, studia all’Istituto superiore di Scienze religiose di Bologna. Nel febbraio 2017 ha concluso il percorso triennale discutendo la tesi “Hai un momento, Dio? Il rock di Luciano Ligabue in dialogo con il cielo”.

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