«Una volta t’insegnavano a non scrivere mai in prima persona, insopportabile vezzo narcisistico. Oggi c’è perfino l’intervista a se stesso». Così, nel 2001, Curzio Maltese di Repubblica nella sua rubrica «Ventirighe» commentava un articolo di Bruno Vespa pubblicato da Panorama. Un’intervista a se stesso, per l’appunto (nel caso specifico, come suggeriva Maltese, potremmo definirlo un «Vespa a Vespa»).
Sedici anni dopo quella stroncatura, è Repubblica a uscire con una intervista a se stesso, quella del suo fondatore Eugenio Scalfari. In questo lungo intervallo di tempo mi sono passate sotto gli occhi tante altre autoconversazioni pubblicate da quotidiani e settimanali. È un giornalismo Narciso ripiegato su se stesso, che non ha voglia di osservare, capire e spiegare il mondo che c’è fuori dalla redazione. E, come se non bastasse, spaccia l’intervista a se stesso come esercizio di originalità.
In chi è fiorita la passione del giornalismo, ogni giorno nel quale è stata pubblicata una autointervista è un giorno triste.

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Lorenzo Galliani

Lorenzo Galliani (Bologna, 1985), giornalista, collabora con “Avvenire”. Sul settimanale “Verona Fedele” cura da quattro anni la rubrica “Il Calciastorie”. Laureato in Scienze Politiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, studia all’Istituto superiore di Scienze religiose di Bologna. L'ultimo suo libro è «Hai un momento, Dio? Ligabue tra rock e cielo», edito da Àncora, con la prefazione dell'arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi.

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