«Effatà», ossia «apriti!». È la parola che Gesù pronuncia al sordomuto al quale subito, racconta l’evangelista Marco (Mc 7, 31-37), «si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua». Anche noi, ha detto a messa don Paolo (parroco nel Bolognese), abbiamo delle parole la cui pronuncia è, se non impossibile, quantomeno difficile. Forse, chiede don Paolo, una di queste parole è «supercalifragilistichespiralidoso»? Per Mary Poppins è un gioco da ragazzi, per qualcun altro un po’ meno. E che dire di «acido desossiribonucleico»? E di «prestidigitazione»? Non tutti siamo abituati a dirlo come il mago Silvan, possiamo impappinarci. Niente di tutto questo, taglia corto don Paolo: le parole che ci riescono più difficili da dire sono «grazie» e «scusa». Rimangono spesso lì, in quei nodi della lingua che – ora lo sappiamo – possono essere sciolti.

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Lorenzo Galliani

Lorenzo Galliani (Bologna, 1985), giornalista, collabora con “Avvenire”. Sul settimanale “Verona Fedele” cura da quattro anni la rubrica “Il Calciastorie”. Laureato in Scienze Politiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha concluso il percorso di studi all’Istituto superiore di Scienze religiose di Bologna. L'ultimo suo libro è «Hai un momento, Dio? Ligabue tra rock e cielo», edito da Àncora, con la prefazione dell'arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi.
CategoryTeologia Pop

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