Trovo molto interessanti le riflessioni di Andrea Gironda, insegnante di religione, sul mondo della scuola. Una delle ultime, scritte per Bibbiagiovane, riguarda le biblioteche scolastiche.

 

In sintesi, Gironda afferma:
1) Non ci può essere una scuola senza libri (anche se i libri scolastici sono spesso e volentieri bistrattati e detestati, e dovremmo farci qualche domanda in merito).

2) Prima di inneggiare agli ebook come imminenti sostituti dei libri scolastici, pensiamo all’importanza di sfogliare, sottolineare e scrivere appunti nel processo di apprendimento.

3) Una biblioteca scolastica dovrebbe essere un luogo curato. Eppure spesso le scuole non investono in questa direzione e le biblioteche diventano cimiteri per libri impolverati che non interessano nessuno.

Scrive altre cose, Gironda, nell’articolo (che potete leggere cliccando qui). Io mi porto dietro soprattutto il terzo punto. Come può la scuola invogliare alla lettura, se non ha una cura per i propri stessi libri?

LE BIBLIOTECHE SCOLASTICHE NON SIANO CIMITERI DI LIBRI

Andrea Gironda
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Lorenzo Galliani

Giornalista e insegnante di religione, ha scritto per Àncora «Hai un momento, Dio? Ligabue tra rock e cielo» (2018) e curato il libro «Nella vignetta del Signore» di don Giovanni Berti, sacerdote-vignettista (2019).

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