In principio fu l’errore di stampa. Sdoganato come scusa per coprire le triple esse: strafalcioni, sciocchezze, scemenze.

Già, perché se una pagina esce con una macchia di inchiostro o se due righe si sovrappongono o se ancora i margini non vengono rispettati, rendendo la lettura difficile se non impossibile, può essere tranquillamente un errore di stampa. Ma se scrivo che Donald Trump è un allenatore di basket (e peraltro forse farebbe meno danni) non posso dare la colpa all’ «errore di stampa». Chi l’ha scritto – in questo caso io – ha sbagliato, chi doveva controllare pure. Poi la vita va avanti lo stesso.

Domenica l’account twitter della Lega Nord ha inviato un imbarazzante messaggio di cordoglio per la morte di Kobe Bryant, stella della Nba vittima di un incidente in elicottero, corredandolo dagli hashtag #26gennaiovotoLega e #BorgonzoniPresidente. Mettendo insieme lutto ed elezioni regionali in Emilia-Romagna. Ingredienti non compatibili, un po’ come voler preparare dei tortellini al peperoncino. Il risultato, peraltro, è stato peggiore, perché ha dato l’impressione di voler utilizzare un trend topic (in tantissimi sui social scrivevano di Bryant) per fare campagna elettorale

Poco dopo il tweet è sparito, lasciando posto – nel giro di un’ora – a questo messaggio: «A causa di un disguido tecnico è stato pubblicato un tweet errato sulla scomparsa di Kobe Bryant. Ci scusiamo per l’inconveniente». Posto che chiedere scusa è sempre un bel gesto, e ai giorni nostri non scontato (neppure da parte della Lega: sulla vergognosa citofonata del «Scusi, lei spaccia?» Salvini non ha fatto alcun dietrofront) stupisce quel «disguido tecnico». Giustificato così dalla Lega: «Tutti i post di Lucia Borgonzoni in questi giorni venivano automaticamente rilanciati anche sui canali Lega con l’aggiunta, automatica, degli hashtag elettorali». Lo spiega bene David Puente su Open , mostrando come ogni post su Facebook della candidata leghista venisse sistematicamente rilanciato dall’account twitter del suo partito con l’aggiunta dei due hashtag.

È però davvero un «disguido tecnico»? O l’ha deciso qualcuno, in carne ed ossa, di delegare alla macchina l’aggiunta dei due hashtag, per evitare una fatica lunga non più di sette secondi? Se il server fosse saltato per un eccesso di contatti, potremmo parlare di un problema tecnico. Ma (e non è una questione solo della Lega), ancora più della stampa, internet è stato usato come paravento. Gira e rigira torniamo alla stessa domanda: per quale motivo dire «abbiamo sbagliato noi» è diventato un problema?

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Lorenzo Galliani

Giornalista e insegnante di religione, ha scritto per Àncora «Hai un momento, Dio? Ligabue tra rock e cielo» (2018) e curato il libro «Nella vignetta del Signore» di don Giovanni Berti, sacerdote-vignettista (2019).

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